Assemblea Nazionale
Congressuale di Sorrento- 27-28-29
Febbraio
Il Pensiero della Biodiversità e l’Utopia per un nuovo
Ambientalismo
Il 27, 28 e 29
Febbraio prossimo si terrà a Sorrento l’Assemblea congressuale della nostra
Associazione: un evento di grande rilevanza, per
l’analisi dei risultati ottenuti e dei limiti espressi, ma soprattutto per
ragionare tutti insieme sulle grandi questioni mondiali, nazionali e locali
che stanno a fondamento del nostro costituirci ed essere
Associazione Verdi, Ambiente e Società,
al fine di individuare gli obbiettivi da perseguire e le conseguenti
organizzazione e strategie.
L’Assemblea di
Sorrento si svolge in una situazione mondiale drammaticamente aggravatasi
rispetto a quella di Roma del 2001.
La
Pace è stata sopraffatta dalla
Guerra: nell’ex Jugoslavia, in Afganistan, in Iraq, in tanti innumerevoli
altri focolai mondiali. Tragiche, e purtroppo totalmente inesplorate e coperte
da una profonda impenetrabile cappa di silenzio, sono state
le conseguenze non solo per i massacri di vite
umane, ma di perdita irreversibile di incommensurabili valori archeologici,
storici, culturali e di distruzione di ambienti naturali e di avvelenamento
per tempi lunghissimi, dell’aria, dell’acqua, del suolo. L’esaltazione del
“Militarismo” e della “Guerra”, come strumenti per risolvere questioni
internazionali, costituiscono sempre più gli usuali messaggi inviati alla
gente, da gran parte delle Istituzioni.
Cresce perciò sempre
più, come elemento centrale dello sviluppo economico, della ricchezza di tanti
Paesi, compresa l’Italia, la produzione ed
il mercato delle armi; e nel silenzio generale, fatta eccezione di
poche voci, vengono abolite leggi come la 185 del
90, che potevano costituire ostacolo alla libera commercializzazione di armi.
Contro i Diritti
delle Future Generazioni e della Vita del Pianeta vengono
dilapidate le risorse non rinnovabili della Terra accumulate in intere ere
geologiche: oggi la scala dei consumi
è quella per cui ogni anno viene utilizzata nel Mondo la stessa quantità di
energia che il nostro Pianeta per via fossile ha accumulato in un milione e
più di anni. Un dato spaventoso, se letto attentamente, nella visione delle
Future Generazioni e del Futuro del Pianeta, e che diviene ancora
più tragico se riferito al fatto che i consumi sono
nell’esclusivo vantaggio di pochissimi Stati e di piccola parte della
popolazione all’interno di questi stessi Paesi.
Va altresì
considerata con maggiore attenzione e preoccupazione l’assenza dal dibattito,
finanche nel mondo ecologista, di proposte chiare sull’insostenibilità della
crescita esponenziale
della popolazione umana, a fronte della limitatezza delle risorse
naturali e del loro progressivo impoverimento.
La stessa centralità
della questione dei rifiuti, che
affonda le sue radici in un modello consumistico “usa e getta”, è
comunque riferibile alla crescita demografica, pur
non essendone direttamente condizionata.
La
spinta alla
mentalità consumistica, priva di ogni criticità sulle conseguenze
future, è il vero dato del modello oggi dominante nel mondo, misurato in
termini di mera produzione economica (PIL), nonostante l’accresciuta
consapevolezza dei costi ambientali e dell’impatto sulla stessa qualità della
vita.
Il superamento di
problemi come: l’Effetto Serra, lo scioglimento dei Ghiacciai, la
Deforestazione e Desertificazione, il Buco d’Ozono,
immediate conseguenze di tale modello di consumi, diventa peraltro sempre più
un’astratta petizione di principio, di fronte alla dichiarata volontà dei
pochi Potenti del Mondo di mantenere a qualsiasi costo tali privilegi.
La forzatura
della Natura su elementi fondamentali del suo Essere, quali
l’alimentazione e la riproduzione, hanno le
visibili ed inimmaginabili conseguenze in fenomeni come i “polli alla
diossina”, la “mucca pazza”, e le “epidemie dei polli” ed altre patologie, in
realtà ben più gravi e diffuse di quanto i poteri economici ed informativi
rendano noti.
Il nuovo
modello di
agricoltura OGM proposto, con la sua uniformità genetica,
compromette e danneggia irreversibilmente l’infinito patrimonio di colture,
storie e tradizioni fortemente legate alle caratteristiche del territorio, e
comporta una pericolosa ed assoluta dipendenza della vita stessa, nei
confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici, con un processo
di colonizzazione e forme nuove di “schiavizzazione”, come mai verificatosi
nella storia.
Nell’Assemblea
Congressuale della nostra Associazione, nata proprio sul fondamento dei
Diritti delle Future Generazioni e della Vita del Pianeta, ancor di più del
passato, tali questioni non possono che stare al centro della riflessione e
determinare il riferimento propositivo per le scelte, gli
obbiettivi, le azioni concrete per un suo primario impegno, attorno ad
un Pensiero Universale, da proporre come vera
Filosofia di Vita.
Tale Pensiero non
può che riferirsi alla ricchezza vera dell’Umanità e del Pianeta è
cioè alla
Biodiversità nelle sue infinite espressioni della Natura, della
Storia e della Cultura create dall’Uomo nel percorso del suo Essere e del suo
esprimersi. La Filosofia del rispetto, dell’amore, della tutela della
Biodiversità è obbiettivamente in antitesi con il modello economicistico,
produttivistico e tecnologico di una Società e di
uno Sviluppo che, invece, tendono a gerarchizzare o cancellare identità e
diversità, a ridurre tutto a schema, ad omogeneizzare modelli di vita, di
cultura, di linguaggio ed espressioni, ad asservire fino in fondo la Natura
all’Uomo.
Il Pensiero
Universale della Biodiversità, spesso orgogliosamente richiamato dal nostro
Presidente Nazionale Guido Pollice con le parole diverse ma profondamente
congruenti di Diritti delle Future
Generazioni , di
Carta della Terra, poste a
fondamento della nostra Associazione, è oggi più che mai essenziale che
diventi il cuore pulsante di un nuovo Ambientalismo e dei Movimenti e delle
Azioni ad esso legati.
Difatti,
ambiente e
ambientalismo oggi sono spesso
termini spenti, neutri, se non addirittura giustificativi di saccheggio del
territorio, di storia, di habitat umani e naturali.
Verrebbe la voglia di dare come indicazione
generale dell’Associazione: “quando
leggi in progetti o documenti espressione come ‘risanamento
ambientale’, ‘compatibilità
ambientali’, o ‘nel pieno rispetto dell’ambiente’, preoccupati
fortemente della speculazione che vi si nasconde dietro !”.
Per la sua stessa
affermazione, questo pensiero generale, dal grande
respiro ideale, che indica la possibilità di realizzare un Mondo diverso
rispetto all’attuale deriva, richiama, come già avvenuto nei tempi non lontani
di risultati che sembravano allora inimmaginabili, la necessità di coniugare
profondamente Ambientalismo e Utopia.
Un’utopia che non è affatto il luogo impossibile, estraneo al nostro essere
Persone Umane, come troppo spesso vuole farsi intendere da chi ha interesse ad
una passività ed estraneità della Società dalle decisioni e dalle scelte, ma
costituisce lo spazio reale di consapevolezza della necessità
di impegno collettivo, di entusiasmo, di volontà,
di contenuti ed orizzonti da perseguire.
Sorrento sarà certo
una tappa fondamentale in questa direzione.
Antonio D’Acunto
Presidente Coord. Reg.
Campania di VAS