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Il Pensiero della Biodiversità e l’Utopia per un nuovo Ambientalismo
Inserito il 25/02/2004

Assemblea Nazionale  Congressuale di Sorrento

Assemblea Nazionale  Congressuale di Sorrento- 27-28-29 Febbraio

Il Pensiero della Biodiversità e l’Utopia per un nuovo Ambientalismo

 

 

Il 27, 28 e 29 Febbraio prossimo si terrà a Sorrento l’Assemblea congressuale della nostra Associazione: un evento di grande rilevanza, per l’analisi dei risultati ottenuti e dei limiti espressi, ma soprattutto per  ragionare tutti insieme sulle grandi questioni mondiali, nazionali e locali che stanno a fondamento del  nostro costituirci ed essere Associazione Verdi, Ambiente e Società, al fine di individuare gli obbiettivi  da perseguire e le conseguenti organizzazione e strategie.

L’Assemblea di Sorrento si svolge in una situazione mondiale drammaticamente aggravatasi rispetto a quella di Roma del 2001. 

La Pace è stata sopraffatta dalla Guerra: nell’ex Jugoslavia, in Afganistan, in Iraq, in tanti innumerevoli altri focolai mondiali. Tragiche, e purtroppo totalmente inesplorate e coperte da una profonda impenetrabile cappa di silenzio, sono state le conseguenze non solo per i massacri di vite umane, ma di perdita irreversibile di incommensurabili valori archeologici, storici, culturali e di distruzione di ambienti naturali e di avvelenamento per tempi lunghissimi, dell’aria, dell’acqua, del suolo. L’esaltazione del “Militarismo” e della “Guerra”, come strumenti per risolvere questioni internazionali, costituiscono sempre più gli usuali messaggi inviati alla gente, da gran parte delle Istituzioni.

Cresce perciò sempre più, come elemento centrale dello sviluppo economico, della ricchezza di tanti Paesi, compresa l’Italia, la produzione ed il mercato delle armi; e nel silenzio generale, fatta eccezione di poche voci,  vengono abolite leggi come la 185 del 90, che potevano costituire ostacolo alla libera commercializzazione di armi.

Contro i Diritti delle Future Generazioni e della Vita del Pianeta vengono dilapidate  le risorse non rinnovabili  della Terra accumulate in intere ere geologiche: oggi la scala dei consumi è quella per cui ogni anno viene utilizzata nel Mondo la stessa quantità di energia che il nostro Pianeta per via fossile ha accumulato in un milione e più di anni. Un dato spaventoso, se letto attentamente, nella visione delle Future Generazioni e del Futuro del Pianeta, e che diviene ancora più tragico se riferito al fatto che i consumi sono nell’esclusivo vantaggio di pochissimi Stati e di piccola parte della popolazione all’interno di questi stessi Paesi.

Va altresì considerata con maggiore attenzione e preoccupazione l’assenza dal dibattito, finanche  nel mondo ecologista, di proposte chiare sull’insostenibilità della crescita esponenziale della popolazione umana, a fronte della limitatezza delle risorse naturali e del loro progressivo impoverimento.

La stessa centralità della questione dei rifiuti, che affonda le sue radici in un modello consumistico “usa e getta”, è comunque riferibile alla crescita demografica, pur non essendone direttamente condizionata.

La spinta alla mentalità consumistica, priva di ogni criticità sulle conseguenze future, è il vero dato del modello oggi dominante nel mondo, misurato in termini di mera produzione economica (PIL), nonostante l’accresciuta consapevolezza dei costi ambientali e dell’impatto sulla stessa qualità della vita.

Il superamento di problemi come: l’Effetto Serra, lo scioglimento dei Ghiacciai, la Deforestazione e Desertificazione, il Buco d’Ozono, immediate conseguenze di tale modello di consumi, diventa peraltro sempre più un’astratta petizione di principio, di fronte alla dichiarata volontà dei pochi Potenti del Mondo di mantenere a qualsiasi costo tali privilegi.

La forzatura della Natura su elementi fondamentali del suo Essere, quali l’alimentazione e la riproduzione, hanno le visibili ed inimmaginabili conseguenze in fenomeni come i “polli alla diossina”, la “mucca pazza”, e le “epidemie dei polli” ed altre patologie, in realtà ben più gravi e diffuse di quanto i poteri economici ed informativi rendano noti.

Il nuovo modello di agricoltura OGM proposto, con la sua uniformità genetica, compromette e danneggia irreversibilmente l’infinito patrimonio di colture, storie e tradizioni fortemente legate alle caratteristiche del territorio, e comporta una pericolosa ed assoluta dipendenza della vita stessa, nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici, con un processo di colonizzazione e forme nuove di “schiavizzazione”, come mai verificatosi nella storia.

Nell’Assemblea Congressuale della nostra Associazione, nata proprio sul fondamento dei Diritti delle Future Generazioni e della Vita del Pianeta, ancor di più del passato, tali questioni non possono che stare al centro della riflessione e determinare il riferimento propositivo per le scelte, gli obbiettivi, le azioni concrete per un suo primario impegno, attorno ad un Pensiero Universale, da proporre come vera Filosofia di Vita.

Tale Pensiero non può che riferirsi alla ricchezza vera dell’Umanità e del Pianeta è cioè alla Biodiversità nelle sue infinite espressioni della Natura, della Storia e della Cultura create dall’Uomo nel percorso del suo Essere e del suo esprimersi. La Filosofia del rispetto, dell’amore, della tutela della Biodiversità è obbiettivamente in antitesi con il modello economicistico, produttivistico e tecnologico di una Società e di uno Sviluppo che, invece, tendono a  gerarchizzare o cancellare identità e diversità, a ridurre tutto  a schema, ad omogeneizzare modelli di vita, di cultura, di linguaggio ed espressioni, ad asservire fino in fondo la Natura all’Uomo.

Il Pensiero Universale della Biodiversità, spesso orgogliosamente richiamato dal nostro Presidente Nazionale Guido Pollice con le parole diverse ma profondamente congruenti di Diritti delle Future Generazioni , di Carta della Terra, poste a fondamento della nostra Associazione,  è oggi più che mai essenziale che diventi il cuore pulsante di un nuovo Ambientalismo e dei Movimenti e delle Azioni ad esso legati.

Difatti, ambiente e ambientalismo oggi sono spesso termini spenti, neutri, se non addirittura giustificativi di saccheggio del territorio, di storia, di habitat umani e naturali.

Verrebbe la voglia di dare come indicazione generale dell’Associazione: “quando leggi in progetti o documenti espressione come ‘risanamento ambientale’, ‘compatibilità ambientali’, o ‘nel pieno rispetto dell’ambiente’, preoccupati fortemente della speculazione che vi si nasconde dietro !”. 

Per la sua stessa affermazione, questo pensiero generale,  dal grande respiro ideale, che indica la possibilità di  realizzare un Mondo diverso rispetto all’attuale deriva, richiama, come già avvenuto nei tempi non lontani di risultati che sembravano allora inimmaginabili, la necessità di coniugare profondamente Ambientalismo e Utopia. Un’utopia che non è affatto il luogo impossibile, estraneo al nostro essere Persone Umane, come troppo spesso vuole farsi intendere da chi ha interesse ad una passività ed estraneità della Società dalle decisioni e dalle scelte, ma costituisce lo spazio reale di consapevolezza della necessità di impegno collettivo, di entusiasmo, di volontà, di contenuti ed orizzonti da perseguire.

 Sorrento sarà certo una tappa fondamentale in questa direzione.

 

                                                                       Antonio D’Acunto

                                                           Presidente Coord. Reg. Campania di VAS

 




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