VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale


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Elezioni regionali del 3 e 4 Aprile 2005: le prosposte dei VAS
Inserito il 22/03/2005

1) Il pensiero e la Cultura della Biodiversità quale asse della politica generale della Regione e delle sue scelte – Iniziativa

VASCAMPANIA

 

 

·        Ai Candidati alla Presidenza della Regione

·        Alle Segreterie delle Forze Politiche presenti alle Elezioni

 

Gentili Candidati,

Vi rimettiamo un insieme di proposte che costituiscono per noi le aspettative per le scelte e le attività della  Regione Campania nel prossimo quinquennio.

Tali “aspettative” costituiscono la sintesi delle elaborazioni e delle battaglie sostenute dai VAS in questi anni, condivise da tantissimi cittadini della Campania.

Auspichiamo che esse siano da Voi assunte e costituiscano parte fondamentale del Vostro impegno nella Giunta e nel Consiglio Regionale

Con i più cordiali saluti.

 

                                 IL COORDINATORE REGIONALE VAS-CAMPANIA

                                                              Antonio D’ACUNTO

                                                                           

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Elezioni Regionali del 3 Aprile:

Le “Aspettative dei VAS” per la nuova Legislatura regionale

 

 

a) I valori ideali e le scelte di fondo

 

1)      Assumere il Pensiero e la Cultura della Biodiversità (intesa nell’accezione complessiva delle innumerevoli  forme di Vita e degli habitat presenti in Natura e della moltitudine dei valori creati dall’Uomo nel lungo percorso della sua Storia, entrambi, per rilevante parte, a rischio di perdita irreversibile) quale asse della politica generale della Regione e delle sue scelte.

Sviluppare, di conseguenza, iniziative, anche legislative, per fare di Napoli e della Campania il riferimento nazionale   ed internazionale della tutela e della promozione della Biodiversità.

2)      Conseguentemente, porre la nostra regione come riferimento per una politica di Pace e di Solidarietà   tra i Popoli e le diverse Culture, contro la logica delle guerre e delle violenze.

3)      Creare in collaborazione con le istituzioni scolastiche un percorso educativo alla Cultura ed al Pensiero della Biodiversità, anche attraverso la salvaguardia delle espressioni linguistiche a rischio, come la lingua Napoletana.   

 

 

b) L’Urbanistica ed i beni naturalistici e culturali

 

4)      Arrestare ed invertire la metastasi della conurbazione senza soluzione di continuità, ammasso caotico di cementificazione che sta coprendo tutto il territorio campano, ponendo al primo punto della politica urbanistica regionale la tutela del suolo agricolo e  delle aree di pregio ambientale, la creazione di nuove aree protette e  di corridoi ecologici, di aree inedificabili a impedimento della congiunzione di Comuni e di aree già edificate, di recupero degli standard di verde e servizi fortemente inferiori a quelli per legge dovuti.

Occorre perciò modificare profondamente la legge urbanistica ed il PTR, recentemente approvati dal Consiglio Regionale.

5)      Recuperare conseguentemente i valori degli esistenti piani Paesistici e approvare, sostenendola con adeguati finanziamenti, una ferma normativa per la tutela dei Centri storici della Campania.

6)      Promuovere un reale piano ed ingenti risorse finanziarie, per il pieno recupero dei Beni Culturali, valore essenziale della Regione, anche recuperando, coordinando e valorizzando le significative iniziative già messe in atto.

7)      Investire in ogni direzione, con forti, coraggiose, altamente qualificate scelte di fondo, a partire dalla realizzazione di Sedi Universitarie e di grandi Centri Culturali, per superare l’idea stessa di Periferie, per trasformarle in vere Città nelle Città.

 

 

 

c) L’Agricoltura Biologica e NOGM,  la flora, i prodotti tipici, il valore della promozione internazionale

 

8)      Dare seguito e concretezza alla iniziativa Comuni Liberi da OGM, promossa in Campania  dai VAS e dalla Coldiretti approvando, nelle prime sedute del nuovo Consiglio Regionale e comunque prima dell’estate, la legge regionale già approvata dalla Giunta;

9)      Rafforzare ulteriormente le già notevoli iniziative dell’Assessorato all’Agricoltura e dell’Ente Regionale ad esso collegato sia sul recupero, la conoscenza e la promozione di frutti, prodotti, piante e fiori, tipici e dimenticati nella logica della valorizzazione del locale, sia della promozione a livello nazionale ed internazionale della ricchezza, della qualità, della storia, eccezionali dell’Agricoltura Campana, come rilevante valore economico e commerciale, ma anche come significativo strumento di costruzione di relazioni, di scambi, di culture, di grande importanza per la Pace e la Solidarietà tra i diversi Paesi;

 

 

d) L’Acqua ed il litorale marino: beni “naturalmente” collettivi e pubblici.

 

10)  Invertire drasticamente il percorso in atto della privatizzazione di beni naturali, come l’acqua, da preservare come risorsa totalmente pubblica, ed i litorali marini per i quali vanno approvati “piani di spiaggia” con almeno il 60 % delle aree balneabili libere;

 

 

e) In difesa degli altri esseri viventi non-umani.

 

11)  Attivare iniziative concrete per la difesa dei diritti degli animali, muovendosi nella direzione della chiusura definitiva degli zoo alla morte per cause naturali degli animali ospitati ed il divieto di altri tipi di strutture, come i circhi, ospitanti divertimenti con gli animali.

Ridurre drasticamente il periodo totale e le giornate nei quali è consentita la caccia ed ampliare il numero e la superficie delle aree con divieto assoluto, estendendole in particolare a tutti i territori dei Parchi e delle aree contigue;

 

 

 

 

 

 

f) Quando le Istituzioni non applicano le leggi:                                                 l’emergenza rifiuti e le possibili prospettive

 

12)  Superare il Commissariamento dei rifiuti e dare attuazione alla vigente legge regionale n.10 del 1993, soprattutto nella direzione indicata da essa del rifiuto quale risorsa, con le scelte:

-         della raccolta differenziata, del riciclaggio, del compostaggio, con la promozione ed i finanziamenti delle relative filiere, della residualità del CsDR (Combustibile Solido da Rifiuti) e delle discariche;

-         del potere decisionale, sia per le tecnologie che per le localizzazioni, delle Comunità locali, con l’istituzione di 18 Bacini territoriali come previsti dagli artt. 5 e 6 della legge, nel rispetto delle procedure di cui all’art. 10 per la valutazione e l’approvazione dei progetti;

-         del censimento e del piano di bonifica delle aree degradate ed inquinate, di cui agli artt. 15 e 16 della Legge;

-         dell’introduzione degli strumenti sia di controllo sui rifiuti, in particolar modo tossici e nocivi ed ospedalieri, come il Catasto regionale dei  rifiuti e degli impianti di smaltimento, dell’Osservatorio sui rifiuti regionali, sia di controllo e di sanzioni;

  

-  Promuovere e finanziare il Piano di deamiantizzazione della Campania, così da eliminare questa cancerogena sostanza in tutte le situazioni in cui essa continua, spesso ignorata, ad essere presente, come le coperture di palazzi, treni e altri veicoli, scuole, impianti industriali.   

-   Approvare un corretto Piano per i centri di demolizioni auto e di rivendita ricambi usati, con la finalità della salvaguardia di aree territoriali da centri abusivi inquinanti e potenziali riferimenti di auto e motoveicoli oggetto di furti.

 

 

 

f) Piani della Portualità e delle Cave, per bloccare la deturpazione                       del litorale e la scomparsa di colline

 

13)  Bloccare la trasformazione, con la conseguente deturpazione in atto, di larga parte della costa in porti turistici, con un piano della portualità che ponga al primo punto la salvaguarda dell’ormai sempre più residuale profilo naturale.

14)  Approvare il piano delle cave, superando la gravissima situazione attuale delle concessioni provvisorie, che sta portando, per molti territori della nostra regione, alla scomparsa di intere colline con conseguenze gravissime sul paesaggio, sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni. Tale piano deve:

-         prevedere attività di cavazione e produzione di materiale quasi esclusivamente dalla rimodellazione, come secondo la legge delle cave esistenti;

-         essere rapportato esclusivamente ai fabbisogni della regione e ancor di più degli specifici territori;

-         recuperare la produzione di materiale per le costruzione dal riciclaggio dei rifiuti  delle demolizioni;

-         tutelare i letti dei fiumi e dei corsi d’acqua in generale;

-         tutelare rocce e materiali tipici della regione;

 

 

 

 

 

 

 

g) Protocollo di Kyoto: anche la Campania deve contribuirvi

 

15)  Contribuire alla realizzazione degli obiettivi del protocollo di Kyoto, approvando un piano energetico regionale fondato sull’impiego delle risorse rinnovabili e sul risparmio e non sulla ipotesi di nuova centrale termoelettrica nel Salernitano.

- Partendo poi dal quotidiano e dal capillarmente diffuso, promuovere l’uso della carta riciclata  per le attività sia della Giunta e del Consiglio Regionale, sia di quelle da esse finanziate;

      - Esprimere con massima chiarezza il no ad ogni proposta di futura centrale elettronucleare

      in Campania;

 

 

 

h) Aria e etere aggrediti dall’inquinamento

 

16)  Tutelare la qualità dell’aria dall’inquinamento atmosferico, operando perché il trasporto pubblico e collettivo sia conveniente rispetto a quello privato sul piano dell’economicità, della efficienza, della comodità e della velocità di spostamento.

 Operare perciò con forti scelte anche finanziarie per la realizzazione della grande rete   metropolitana  regionale e del sistema di interscambio, ivi compresi i parcheggi.

     Promuovere la rete di piste ciclabili e di percorsi pedonali, su tutto il territorio regionale.

     Potenziare e rimodernare la rete ecologica di controllo atmosferico soprattutto per i grandi centri  urbani della Regione;

17)  Tutelare la qualità dell’etere (lo spazio fisico in cui ci troviamo e ci muoviamo) con una nuova normativa regionale sulle emissioni di onde elettromagnetiche, che ponga al primo posto non gli interessi economici dei gestori della telefonia mobile ma la salute delle persone e degli altri esseri viventi; attivare una rete di misurazione e controlli su tutta la regione, oggi totalmente assente;

 

 

i) Il rischio nucleare  militare e civile

 

18)  Garantire la totale trasparenza sulla situazione dei pericoli nucleari militari sia terrestri che marittimi, per la presenza di natanti a propulsione nucleare e l’impegno istituzionale per la loro eliminazione.

Accertare lo stato del decommissionamento della Centrale nucleare del Garigliano, dei rischi tuttora presenti, delle modalità di trasferimento del materiale radioattivo e contaminato;

 

 

l) La Tutela delle Acque e delle Foreste

 

19)  Recuperare la qualità delle acque superficiali interne e degli afflussi a mare con un  Piano della  depurazione, oggi fortemente carente, nella direzione del superamento dei megaimpianti e dell’adozione di tecniche biologiche.

Scegliere la rinaturalizzazione come via per ogni intervento e per attivare il recupero degli habitat creati dai diversi corsi d’acqua e  acque di “stagnazione”.

Ridurre drasticamente i prelievi dai corsi d’acqua o da bacini naturali, promuovendo per molte scelte l’uso plurimo della risorsa acqua;

20)  Rafforzare ulteriormente la Prevenzione dagli incendi del Patrimonio boschivo e la capacità di immediato spegnimento, con azioni forti per fermare l’industria malavitosa collegata agli incendi, promuovendo ancor di più un coordinamento ed una sinergia con tutti gli Enti locali, i Parchi nazionali, regionali, locali, le Forze dell’Ordine, le associazioni Ambientaliste e del volontariato, e facendo categoricamente rispettare le leggi vigenti sia sul piano penale che civile ed amministrativo;

 

m) Per una Regione trasparente e democratica

 

21)  Attuare i contenuti della legge 33 del 93 istitutiva di Parchi e Riserve naturali in Campania, verificando pure la coerenza tra risultati ottenuti e le finalità della legge istitutiva anche alla luce delle grandi preoccupazioni presenti in molta parte del mondo ambientalista e scientifico per le  nomine fatte per i Presidenti, non sempre con curriculum rispondente a quanto richiesto dalla stessa legge;

22)  Attivare una indagine conoscitiva sulle inefficienze ed i gravi ritardi delle ARPAC (Agenzia Regionale per l’Ambiente della Campania) - sia regionale che provinciali - nei controlli ambientali ed operare drastiche azioni di rinnovamento per dare qualità ed efficienza ad una struttura di fondamentale importanza per la salvaguardia dell’ambiente e della salute;

23)  Costruire, con tutti i soggetti sociali e le Istituzioni interessati, e recuperando le risorse anche europee, un grande “Piano per il Lavoro per la Campania”, in tutte le sue articolazioni, dalla formazione alla acquisizione delle risorse, che abbia come riferimento tutti i precedenti punti;

24)  Superare le gravissime difficoltà, a volte la protervia e l’arroganza del potere, tuttora presenti nell’accesso agli atti per moltissime funzioni, attività, settori della regione e di soggetti ad essa direttamente collegati o da essa nominati, puntando realmente e lealmente a costruire una Regione, un Suo Governo (il Presidente e la Giunta) ed un Suo Parlamento (il Consiglio Regionale) e le Sue articolazioni, dove la partecipazione, le proposte ed il controllo dei Cittadini in forma singola o associata siano considerati non preoccupanti ostacoli alla gestione del potere, ma sostanza fondamentale della sua vita democratica.

 

 

 

                                          




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