VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale


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LA CAMPANIA: UNIVERSO DELLA BIODIVERSITA' PER NATURA, STORIA E CULTURA
Inserito il 09/11/2005

Il “Manifesto per il Territorio che Vogliamo”

Il “Manifesto per il Territorio che Vogliamo”

Il Contributo dei VAS - Verdi, Ambiente e Società- della Campania

 

La Campania   è un Universo di Biodiversità, intesa nell’accezione  globale di Natura, Storia, Cultura, e Coltura, di eccezionale valore, non facilmente riscontrabile altrove.

Oggi però tale Biodiversità  è aggredita da un violento, progressivamente accelerato, processo degenerativo.

Un informe, indistinto ammasso di espansione urbana e di massiccia cementificazione sta  portando ad una immane conurbazione senza soluzione di continuità della regione, cancellando valori ed identità e creando sempre più caos ed invivibilità.

Come in una metastasi, questa espansione senza limiti sta assorbendo  e coinvolgendo nel processo degenerativo quanto successivamente integrato.

 

Questa metastasi è  avvenuta soprattutto dal dopoguerra ad oggi, per interessi speculativi, ma anche per una cultura politica, economica ed urbanistica che ha identificato il territorio come la base materiale per scaricare interventi, realizzare egoistici interessi, costruire e cementificare, ignorando  la molteplicità e l’essenzialità delle sue funzioni per la Vita e la stessa memoria dell’Uomo.

 

Il “Manifesto per il Territorio che Vogliamo” deve avere come primaria, fondamentale ispirazione la tutela e la valorizzazione della sua immensa Biodiversità, cancellando questo tumore maligno, con una radicale inversione delle scelte finora fatte.

 

Sia nella legge urbanistica regionale che nei i piani territoriali  provinciali e comunali,  tale inversione  purtroppo non solo non è presente, ma  per molti aspetti viene fortemente  accentuato un processo programmato di sfruttamento del territorio e della perdita dei suoi valori e delle sue bellezze. Con motivazioni quasi sempre ingiustificate, quali “riequilibrio insediativo”, “decongestionamento”, “sviluppo”, vengono cancellati eccezionali habitat naturali, paesaggi irripetibili, centri storici, insenature e linee di costa,  aree verdi,  verdibili o agricole, accelerando il processo di congiunzione anche fisica tra  Comuni e zone gia densamente abitate.

Partendo invece da tutte le disponibilità  e potenzialità già oggi presenti necessita programmare e realizzare grandissime  ed intoccabili aree verdi, di separazione tra intensi insediamenti, tra Municipi con contenuti forti sia di valori naturalistici, storici e culturali che agricoli.

Con il nostro Manifesto chiediamo perciò

- “la  realizzazione della Rete dei Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) quale separazione ambientale tra  Comuni ed aggregazione di Comuni al fine di arrestare la congiunzione edificatoria  tra essi;

- la rete dei Corridoi Ecologici, per i Comuni  o aggregazione di Comuni per i quali è impossibile attuare la realizzazione dei PLIS, con le aree gia disponibili e potenzialmente disponibili nella loro estensione massima possibile;

- globalmente,  una Rete Ecologica regionale di connessione tra tutte le aree protette, Parchi e Riserve naturali e le aree verdi;

- che le aree sia dei PLIS che della Rete Ecologica Regionale non possono costituire in alcun caso area di espansione urbanistica;

- la realizzazione entro un anno del  PLIS  tra il Comune di Napoli e quelli con esso confinante, partendo dal già approvato Parco Collinare di Napoli.

 

Il processo di metastasi urbanistica ha colpito poi in modo particolare le “Città”, e quella  di Napoli in particolare, trasformando in “degradata Periferia” senza qualità urbana, vita propria, elevate funzioni, Comuni autonomi, casali, borghi, aree agricole e produttive.

Tale periferia, per estensione e per abitanti parte primaria del territorio urbano, è divenuta peso insopportabile per il “Centro Storico”, contribuendo in modo rilevante al suo degrado e decadimento.

Rispetto a tale degenerazione il Manifesto deve porsi uno storico obbiettivo: non più Periferie ma Città nella Città con la costruzione vera di un’alta Qualità Urbana e di elevate Funzioni Metropolitane e Nazionali.

 

Frequentemente, nelle indicazioni generiche delle leggi, della normativa, degli strumenti urbanistici in molti punti delle relazioni di accompagnamento vengono richiamati i valori della natura, del paesaggio, della storia, e  della cultura;  ciò farebbe pensare ad una serie di scelte tese al recupero di quanto non irreversibilmente perso ed al rafforzamento della loro tutela.

Nella concretezza delle scelte si aboliscono invece  leggi e norme, che pur tra tanti limiti, sono serviti in questi anni a difendere il territorio e i suoi valori, contestualmente aprendo la strada  a massicci interventi per ambienti di incommensurabile valore quali quelli  dei Lattari, dei Campi Flegrei, delle Isole, del Vesuvio, del Cilento o ancora fortemente integre come pregiate aree interne della Regione, a partire dal Matese, dai Picentini, dal Taburno Monte -Sauro e dal Partenio..

Noi chiediamo chiediamo che nessuna delle aree territoriali in qualsiasi modo oggi sottoposta a vincoli (dal PUT ex legge 45/87ai Piani Paesaggistici ex Galasso, ai SIC e alle aree Parco ex legge 33/93) subiscano una diminuzione del livello della  tutela.

In maniera chiara, corretta e trasparente Tutta la Cartografia aggregata a normativa e Piani  va rapportata a questa scelta.

Con la Legge n. 33 del 1° Settembre del 93 la Campania ha fatto la scelta di tutelare come unicum naturalistico-paesaggistico-storico-culturale determinati ambienti identificandoli come Parchi o Area protetta; tutta la pianificazione per tali aree protette, unitamente a quelle dei Parchi e Riserve Nazionali,  va  rapportata agli obiettivi della legge istitutiva sia pure con l’ovvia gradualità di livello di tutela.

Il Manifesto è appello a tutte le Province per la realizzazione della Carta della Naturalità come già realizzata per il Sannio.

 

 

 

La Campania è spesso soggetta  a “disastri cosiddetti naturali”, alluvioni, inondazioni,  frane, che sono in realtà imputabili a profonde alterazioni, a violenti aggressioni  del territorio,  della sua natura, dei suoi habitat, al saccheggio,  oltre ogni limite delle sue risorse.

La risposta che si dà  a tali calamità frequentemente peggiora la situazione con interventi di pesante cementificazione e di ulteriore alterazione della naturalità dei luoghi.

Il Manifesto pone perciò unitamente al vincolo inderogabile del  non superamento del  “prelievo non sostenibile” delle risorse, la Rinaturalizzazione dei luoghi, montagne, colline, corsi d’acqua, laghi, costoni,    come scelta primaria per far fronte a tali eventi e la “Ingegneria Naturalistica” come metodologia di intervento.    

 

Le aree agricole ed i suoi paesaggi tipici, formatisi e consolidatisi in simbiosi perfetta con la natura dei luoghi e con la vita, il lavoro e gli “ambienti costruiti” delle Comunità locali è oggi a massimo rischio, molto di più di quanto finora avvenuto.

Difatti, facendo riferimento alla sola Provincia di Napoli, fino ad oggi, con tutto il saccheggio degli ultimi decenni  si è salvata, comunque quale area agricola la metà (circa 60000 ettari) della intera superficie territoriale; estremamente preoccupante è la ipotesi - proposta di trasformabilità ad usi non agricoli di ben il  40% (circa 25000 ettari) di questa superficie salvatasi, con la conseguenza drammatica di ridurre a poco più del 30% rispetto all’attuale 50% la intera superficie agricola di tale Provincia; E’ inutile nasconderlo: sarebbe  un disastro sotto ogni aspetto,  mai verificatosi, o consentito e anche inimmaginabile fino ad oggi.

La tutela del suolo agricolo, delle sue produzioni tipiche, e della qualità Biologica e  NOGM costituisce obbiettivo fondamentale del Manifesto.

Il Manifesto fa anche appello a tutti i Comuni, Province, Comunità Montane della Campania , per la adesione alla scelta “Comune (Provincia, Comunità Montana) Libero da OGM” ed alla Regione l’approvazione rapida della legge e delle norme incentivanti tali scelte.

 

Immensa è stata la Storia della nostra regione, caratterizzata da grandi Civiltà, peculiari insediamenti, culture, tradizioni, linguaggi, musiche: un incommensurabile patrimonio di Biodiversità del lungo cammino dell’Uomo in Campania.

Rispetto ad ogni altra perdita di Biodiversità, tale memoria è quella che le scelte di oggi, in un processo di omologazione globale, più stanno sacrificando e cancellando, e per la natura di essa, in maniera irreversibile.

Il Manifesto richiama tutti ad un impegno assoluto per salvare i valori dell’Archeologia, dalla Preistoria a quella Industriale, i Centri Storici,   i Dialetti, le tradizioni etniche e musicali.

 

Il Manifesto per il “Territorio che Vogliamo” è perciò il Manifesto per il Recupero e la Tutela della Biodiversità della Campania: è il nuovo Orizzonte di un “Ecosviluppo” che ha al suo centro gli “interessi della Vita Futura e delle Future Generazioni”

Antonio D’Acunto

Coordinatore Regionale

VAS Campania




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