Al Sig. Sindaco di
Napoli
All’Assessore
all’Urbanistica
All’Assessore alle
Periferie
Ai Capi Gruppo
delle forze politiche del
Consiglio Comunale di Napoli
Ai Membri delle
Commissioni Urbanistica e Ambiente
Ai Presidenti delle
Circoscrizioni
p.c. a Sua Eminenza il
Cardinale di Napoli
p.c. al Presidente
della Provincia di Napoli
p.c. al Presidente
della Regione Campania
Oggetto: Non più
Periferie, ma “Città nella Città”. L’occasione storica della Variante del Piano
Regolatore.
Ill.me Autorità in indirizzo,
ancora una volta comein un rito, dopo la tragedia della
morte di un ragazzo di 13 anni e le circostanze in cui essa si è
verificata, si sono aperte le
discussioni, le polemiche, gli scambi di accuse e le difese di parte sulla condizione di degrado e di abbandono
di gran parte della periferia della nostra Città; il tutto, è triste dirlo, non
finalizzato all’avvio di un percorso teso a creare le condizioni del
complessivo risanamento e riqualificazione di questa parte della Città, ma a
difendere specifiche posizioni istituzionali, amministrative o interessi
principalmente politici.
Se così non fosse, la polemica, che ha visto giustamente
l’intervento ancora una volta della Chiesa e del Vaticano, avrebbe dovuto
portare ad un serio dibattito, forse il più importante possibile per la Storia
ed il Futuro della Città, nelle massime Istituzioni, a partire da Giunta e
Consiglio Comunale per capire le “Sofferenze” di fondo generate dall’infinito
malessere dell’abnorme conurbazione genericamente definita “Periferia” e per
proporre ed attivare un percorso di eccezionale valenza e novità per invertire
l’attuale condizione.
Contestualmente al verificarsi di queste polemiche in
Consiglio Comunale, si sta discutendo, la Variante del Piano Regolatore di
Napoli. Le due vicende, malessere profondo della Periferia e Nuovo Piano
Regolatore, vengono trattate in maniera totalmente avulsa l’una dall’altra. Noi
crediamo che questo sia profondamente sbagliato e che facendo tale scelta si
continui a prefigurare per gran parte della Città e del suo territorio il ruolo
e la qualità urbana di periferia emarginata e degradata.
Il Piano Regolatore definisce le funzioni, le trasformazioni
possibili, le norme per costruire, della città. Come abbiamo scritto nella
“Premessa” alla nostre Osservazioni regolarmente presentate “Il Piano
Regolatore, con le sue Varianti, ha rilevanza decisiva sulla identità e sulla
qualità della Città per i prossimi decenni e condizionerà in maniera decisiva
la vita nostra e delle prossime future generazioni. La sua durata e la
processualià nell’attuazione consentono anzi richiamano la necessità di grandi
finalità, che non sono astrattezze ma concreta Utopia per una nuova Napoli.
La Variante perciò non è
un fatto tecnico, specialistico, di addetti ai lavori, ma uno dei momenti più
rilevanti dell’attività delle Istituzioni
e delle Forze politiche e sociali che hanno influenza nella sua definizione; sul piano culturale,
sociale, etico, il giudizio storico su di Esse è anzi significativamente
correlato alle scelte legate proprio al
Piano Regolatore. Grandi sono perciò le responsabilità delle Amministrazioni e
delle Assemblee elettive, come Organi collettivi e nella singola individualità. “
La dimensione del
problema periferia è proprio tale da
richiedere Utopia, Idealità forti, radicali scelte istituzionali, che per noi
significano “ superare l’idea stessa di Periferia e attivare il processo per
trasformare su ogni piano Le
Periferie in Città nella Città ,
recuperando valori dimenticati ed abbandonati, garantendo autonomia urbana per
qualità, servizi, attività produttiva, rafforzando o introducendo funzioni
rilevanti. E’ troppo evidente l’intreccio profondo tra questo orizzonte per le
attuali periferie e la variante di piano (oltre che della riorganizzazione Amministrativa
della Città) giacchè la individuazione e la destinazione di aree, di manufatti,
di standard sono gli elementi fondanti della nuova Città e solo ad essa vanno
rapportati. Altrimenti, nella logica delle Cattedrali nel Deserto, già
innumerevoli volte disastrosamente sperimentata, si prospettano o anche si
attuano interventi di per sé significativi ma in un contesto di condizioni
globali che possono portare all’abbandono e al rigetto.”
Con queste scelte non
tutti i risultati vengono immediatamente, e sicuramente possono esservi grandi
opposizioni, ma se si opera non per interessi di propria immediata immagine e
consenso, ma per la costruzione di un diverso futuro, è la via da scegliere e
perseguire. La stessa via che è da scegliere e perseguire per affrontare le
altre “Grandi Sofferenze di Napoli” (come le abbiamo indicato nelle
“Osservazioni alla Variante”: dalla grave carenza di verde ed aree di
vivibilità, al degrado e all’abbandono del Centro Storico e dei Suoi valori.
Naturalmente siamo fortemente
interessati a discutere con Voi sia la presente lettera che l’insieme delle
Osservazioni da noi presentate alla Variante per il Piano Regolatore.
Vi Ringraziamo per l’attenzione che vorrete porgere alla
presente e Vi inviamo i più cordiali saluti.
Napoli, 15 Gennaio 2003
Il Coordinatore
Cittadino Il
Coordinatore Regionale
Hermes Ferraro
Antonio D’Acunto