VAS Campania Associazione Verdi Ambiente e Società - Sezione Campania - Organizzazione non lucrativa di utilità sociale


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Comunicato stampa "Più sole, meno gas"
Inserito il 01/10/2004

Comunicato stampa

 

Comunicato stampa

 

“Più sole e meno gas”

Questo lo slogan di VAS contro la creazione di nuove centrali a combustione. I VAS intervengono al fianco dei comitati contro la nascente Centrale termoelettrica di Salerno.

 

Il responsabile regionale rifiuti e coordinatore provinciale di VAS-Salerno Walter Iannotti è intervenuto all’incontro promosso a Pontecagnano, dai comitati contro la centrale per affermare la posizione dei VAS sull’ipotesi di realizzazione di una centrale termoelettrica nel Comune di Salerno.

Noi dei VAS – sostiene Iannotti - contestiamo l’ipotesi di produrre nuova energia dalla combustione se pur utilizzando combustibili quali il metano ed è per questo che sosterremo in pieno il comitato del NO contro la centrale.

L'utilizzo del metano – aggiunge Iannotti - rappresenta una alternativa meno sporca (e non "più pulita" come spesso si sente dire) rispetto agli altri combustibili fossili (olio combustibile, carbone, orimulsion, gasolio, etc). Un minor impatto ambientale nella combustione del metano è conseguito in particolare ove siano applicate tecnologie a maggior rendimento rispetto ai tradizionali "cicli a vapore" : la tecnologia matura proposta sono le centrali a ciclo combinato e con cogenerazione.

Anche se parliamo di gas metano vanno considerati, vista la taglia dell'impianto, anche inquinanti come le polveri e gli ossidi di zolfo che sono presenti in tracce (ed in quantità diverse in relazione alla provenienza del gas,
Si tratta di valori elevati, anche se più bassi rispetto ad una equivalente centrale a combustibili fossili tradizionali, che peserebbero sull'area interessata in relazione alle caratteristiche di tale zona e alla qualità dell'aria, con una diffusione e ricaduta degli inquinanti determinati dalla situazione orografica e meteoclimatica dell'area oltre alle caratteristiche dell'impianto.

Da ultimo vanno ricordati gli impatti "indotti", da valutare in relazione alle condizioni della zona, ovvero a quelli connessi con la realizzazione di infrastrutture a servizio della centrale (strade, metanodotti, elettrodotti) con la relativa occupazione di territorio e di nuovi rischi (nuovo elettrosmog, emergenze per incendi o esplosioni). Esiste la possibilità di un utilizzo del gas metano per produrre energia elettrica con un minore impatto ambientale ed in una fase di transizione rispetto all'utilizzo estensivo di fonti di energie rinnovabili che deve essere un obiettivo di tutti non certamente affidabile al "libero mercato".

Studi effettuati per un utilizzo più efficiente del gas naturale nell'industria italiana introducendo tecnologie avanzate di cogenerazione hanno individuato i seguenti "scenari” volti anche a ridurre l'impatto ambientale della produzione energetica:
a) ripotenziamento con turbine a gas avanzate delle centrali a vapore cogenerative già operanti a gas naturale;

b) ripotenziamento con turbine a gas avanzate anche delle centrali cogenerative alimentate a olio combustibile;

c) sostituzione e applicazione degli utilizzi elettrici a metano nelle centrali termoelettriche esistenti, a basso rendimento

Qualche mezzo di difesa è alla portata della popolazione, in particolare tramite la Valutazione di Impatto Ambientale (anche se in Italia, le direttive europee in materia sono state recepite solo parzialmente). Questa procedura, che è in primo luogo un diritto dei cittadini all'informazione e alla partecipazione alle decisioni in merito oltrechè una valutazione degli impatti ambientali di un'opera comprensiva delle alternative alla stessa e della "opzione zero" (la non realizzazione), è obbligatoria per le centrali di potenzialità superiore a 300 MW termici (in questo caso la procedura è presso il Ministero dell'Ambiente) e per quelle superiori a 50 MW termici (presso la Regione interessata). A tale proposito va segnalato il "decreto sbloccacentrali" approvato nell'ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri.
In questo provvedimento vi è
un esplicito attacco ai poteri degli enti locali. E' previsto infatti che "Il parere non favorevole, congruamente motivato, deve indicare, a pena di inammissibilità, le condizioni e le modifiche progettuali che si reputano necessarie per un parere favorevole." Questa previsione, simile a quella prevista nell'art. 12 della legge del 2000 sulla "semplificazione amministrativa", è finalizzato unicamente a ridurre i poteri degli enti locali e a piegare questi ultimi alle esigenze di privati. Si tratta di una questione non puramente ambientale ma anche di democrazia.

Pertanto i VAS fanno appello ai cittadini per una maggiore partecipazione diretta sulle scelte che potranno determinare in modo permanente il futuro del comprensorio Salernitano e non escutono di ricorrere ad un referendum popolare.

 

 

Salerno 1 ottobre 2004

 




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